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Vinciamo la paura e cogliamo una grande opportunità

Stiamo vivendo giorni molto particolari e incerti. Mentre scrivo questo editoriale abbiamo appena iniziato la Fase 2 della pandemia da COVID-19 e non sappiamo bene cosa aspettarci. Ero con alcuni colleghi a Barcellona al Congresso Europeo di Diabetologia quel venerdì 21 febbraio in cui si è diffusa la notizia del primo focolaio di Codogno. Ci siamo domandati come sarebbe stata la sua evoluzione e nessuna delle nostre previsioni si è minimamente avvicinata alla realtà.

Editoriale e diabete


15 giugno 2020

Scarica magazine n° 54

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Vinciamo la paura e cogliamo una grande opportunità

modus online 

Massimo Balestri,
Direttore Responsabile


Quello che è successo dopo, in Italia e nel mondo, lo sapete tutti. In Roche abbiamo fatto il possibile per coniugare la sicurezza delle nostre persone con la responsabilità che sentiamo verso la comunità di mettere a disposizione i servizi essenziali, garantendo la continuità per quanto riguarda i rifornimenti di presidi necessari per le persone con il diabete. 

Questo virus, che ci costringe giustamente a prendere molte precauzioni, sta mettendo a dura prova non solo la nostra quotidianità, ma anche l’organizzazione degli ospedali e, di conseguenza, dei centri di diabetologia che, per salvaguardare la salute di tutte le persone con diabete, si vedono costretti a cancellare o rimandare le visite. 


Ma sappiamo che questa non è una strada percorribile né in un momento d’emergenza come questo né, tantomeno, nel prossimo futuro.

Sicuramente, queste settimane stanno insegnando a tutti noi che dobbiamo cambiare il modo in cui facciamo le cose e che molte azioni anche in ambito sanitario, possono essere svolte a distanza. Come anche evidenziato dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) e dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD), gli strumenti li abbiamo e devono essere implementati. La tecnologia ci sta aiutando in questo importante cambiamento attraverso dispositivi, come ad esempio glucometri o sensori che dialogano con la cartella clinica digitale, in modo che il diabetologo abbia sul proprio pc, in tempo reale, tutte le informazioni sul nostro stato di salute; oppure mediante app che permettono di inviare al medico i dati glicemici tramite e-mail. 
Tutto questo si chiama telemedicina. 

Nell’ambito del progetto «Roche si fa in 4» all’inizio di questa pandemia, abbiamo messo a disposizione gratuitamente di tutti gli ospedali che ne fanno richiesta la possibilità di collegare la cartella clinica digitale con l’app mySugr proprio per l’invio dei dati direttamente sul pc del diabetologo e, dove la cartella digitale non è disponibile, la versione PRO di mySugr che permette di inviare direttamente via email le informazioni necessarie per la gestione della malattia. Sta solo a noi riuscire a cogliere il pieno potenziale che la tecnologia ci mette a disposizione per avere un’assistenza migliore anche quando, mi auguro presto, si tornerà a una nuova normalità.

C’è però un altro motivo per cui questo editoriale è importante, per me. Più di vent’anni fa abbiamo deciso di impostare il progetto editoriale di Modus come una finestra sul mondo del diabete, con l’obiettivo di diffondere informazioni di qualità sulle tecnologie disponibili, sulle abitudini alimentari, sullo stile di vita, sulle nuove frontiere terapeutiche, sulle attività delle associazioni, sulle esperienze di vita di altre persone.

Molte cose sono cambiate in questi anni, ma è rimasto immutato l’impegno di tante persone nel fronteggiare una patologia subdola e sempre più diffusa. Ora mi trovo a firmare il mio ultimo editoriale. Continuerò a occuparmi di diabete, ma ho assunto un incarico internazionale in Roche, per cui dal prossimo numero Modus avrà un nuovo Direttore Responsabile.

Desidero ringraziare di cuore tutti voi che ci leggete e tutti i collaboratori che hanno reso possibile questa splendida avventura. Auguro i migliori successi alla squadra di Roche Diabetes Care Italy e so-no certo che continuerà a rappresentare un punto di riferimento importante per la comunità diabetologica.

Io continuerò a leggervi e a seguirvi con immutato affetto.


					                
				
					
				
				
					
				
				
					
					
					
					
					
					
					
					                
					                
				
				

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