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Dalla specificità del bambino con diabete mellito di tipo 1 alla sua transizione al Centro di Diabetologia dell’adulto

È riconosciuta fin dagli anni ’80 la necessità di assistenza medica dedicata alla popolazione giovanile con diabete, per far fronte alle peculiarità dei soggetti con diabete di tipo 1 (DMT1) nelle varie fasi dell’età pediatrica, fino alla transizione alla rete assistenziale dedicata all’adulto.

F. Cerutti, I. Rabbone

GIDM e diabete


11 dicembre 2019

Dalla specificità del bambino con diabete mellito di tipo 1 alla sua transizione al Centro di Diabet

Al servizio di diabetologia pediatrica è inoltre richiesto di interfacciarsi con i servizi sanitari locali e regionali, con il pediatra di libera scelta, con le associazioni di volontariato e, in ultimo, con le strutture di Diabetologia dell’adulto per armonizzare il processo di transizione.

Il diabete mellito nel bambino

L’esordio è caratterizzato da un periodo preclinico più breve, con comparsa precoce dei sintomi e rapido sviluppo di chetoacidosi; l’evoluzione alla totale insulino-dipendenza è più rapida con rischi maggiori in termini di fluttuazioni glicemiche e ipoglicemie e conseguenze potenzialmente più gravi che negli adulti per scarsa maturità del sistema nervoso centrale.

Da un punto di vista psicologico, il bambino può manifestare paura e ostilità verso le procedure mediche e gli interventi terapeutici. Con l’età scolare, aumenta la comprensione della malattia e si sviluppa un atteggiamento di fiducia nei confronti dell’équipe di cura, associata però a timore di essere giudicati.

Il diabete mellito in adolescenza

L’’adolescenza costituisce di per sé un periodo critico per la cura delle malattie croniche e del DMT1 in particolare. Si osserva spesso una difficoltà nel raggiungimento del compenso glicemico causata da uno stato di insulino-resistenza dovuto alla produzione di ormoni puberali, aumentata frequenza di patologie associate al diabete (distiroidismi, celiachia e altre condizioni autoimmuni), ma soprattutto dalle problematiche emozionali, che portano ad atteggiamenti di chiusura o aperta ribellione nei confronti dei genitori e del team curante, con conseguente scarsa aderenza alla terapia e alle indicazioni di corretto stile di vita e automonitoraggio.

Spesso in età adolescenziale possono comparire i primi segni di complicanze microangiopatiche.

La transizione

La transizione dell’adolescente con DMT1 dal Servizio di Diabetologia diabetologia Pediatrica pediatrica alla rete assistenziale dedicata all’’adulto rappresenta una fase molto critica per la continuitàà delle cure, anche per l’elevato rischio di allontanamento del ragazzo dalle strutture di cura, con conseguente rischio di aumento delle complicanze a lungo termine.

Il processo di transizione è centrato sull’’assunzione di competenze e responsabilità da parte del giovane adulto, in un processo di acquisizione di autonomia dal nucleo familiare. In questo senso, nel processo di transizione entrano in gioco e interagiscono fattori di natura biologica, psicologica e sociale. Seppur venga identificato il compimento dei 18 anni come spartiacque tra la gestione pediatrica e la gestione adulta, bisogna considerare una possibile variabilità, con conseguente anticipazione o posticipazione del momento adatto.

Una transizione efficace e non traumatica richiede:

• la disponibilità di almeno un infermiere di riferimento (del centro sia pediatrico sia dell’’adulto) per l’’adolescente;

• la possibilità di consulenza psicologica nel percorso educativo e in situazioni di criticità;

• il coinvolgimento del nucleo familiare;

• l’’organizzazione temporale e la predisposizione di un percorso assistenziale condiviso che garantisca al giovane adulto la continuità assistenziale e terapeutica e sia compatibile con il contesto organizzativo regionale o locale.

Nel processo di transizione si dovrebbe proseguire la regolarità di cura intrapresa in età pediatrica: sono consigliate visite periodiche con il team multidisciplinare coordinato dai clinici di riferimento per l’età pediatrica e adulta. È importante la stesura di un piano operativo delle varie tappe; il documento congiunto AMD-SID-SIEDP del 2011 rappresenta attualmente il modello a cui fare riferimento.

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