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Infografica DMT1-DMT2

L’infografica può essere utilizzata sia a scopo di rapida revisione delle proprie nozioni di base mellito sia a scopo educazionale, per esempio di fronte a un paziente a cui è stata posta una nuova diagnosi di diabete.

La redazione GIDM

GIDM e diabete


11 dicembre 2019

Infografica DMT1-DMT2

L’elemento fondamentale, che costituisce anche la chiave di lettura dell’infografica nel contesto della multifattorialità patogenetica, è la netta distinzione tra tipo 1 e tipo 2. Nel primo, infatti, viene debitamente sottolineato il ruolo della predisposizione genetica che, con l’intervento di fattori ambientali, innesca il processo responsabile della distruzione delle isole pancreatiche (a tale proposito l’infografica richiama i tre principali marcatori di autoimmunità). Del diabete tipo 2 il fulcro, invece, è la resistenza all’insulina, bene esemplificata da un disegno che evidenzia l’insensibilità funzionale dei tessuti periferici, alla quale si correla il mancato utilizzo del glucosio. La metà inferiore dell’infografica, oltre che alla familiarità e dunque alla suscettibilità individuale, richiama l’attenzione all’importanza dello stile di vita e ad altri fattori in grado di promuovere l’insorgenza della patologia. A conclusione della sintesi, che è efficacemente illustrata dagli schemi, il richiamo a tre forme “minori” ma non per questo meno rilevanti di diabete mellito: il LADA (Latent Autoimmune Disease in Adults), il MODY (Maturity Onset Diabete of the Young) e infine il diabete gestazionale.


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