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Innovazione digitale e sanità in Italia: si può fare?

“Le linee di indirizzo per l’istituzione e l’implementazione della sanità digitale, del 2014, sono già datate ancora prima che il sistema sia entrato pienamente a regime, e il fascicolo elettronico è completamente operativo solo in 14 regioni”.

A. Boaretto - Founder & CEO Personalive

GIDM e diabete


09 dicembre 2019

Innovazione digitale e sanità in Italia: si può fare?

Segnali di allarme che, all’inizio del 2019, rischiano di minare seriamente il percorso di evoluzione multicanale del mondo healthcare in Italia.
È pura utopia pensare a paradigmi e progetti concreti d’innovazione digitale e multicanale della salute in Italia?
Medici e pazienti sono sempre più digitali, e i segnali di un “bisogno” di digital sempre crescente sono inequivocabili anche in Italia. Ma allora perché la spesa riservata agli investimenti per ciò che viene definito “sanità digitale” in Italia è di soli 1,3 miliardi di Euro, l’1,1% della spesa sanitaria pubblica, tradotto in circa 21€ per ogni abitante?
Quali sono i vincoli? Cosa ci prospetta il futuro? Siamo di fronte a una catastrofe inevitabile?
No, ma l’unica strada è innovare.
Innovazione digitale in sanità non significa solo efficienza e risparmio di costi come alcune previsioni e simulazioni ci evidenziano, ma un maggior impatto su servizi a valore aggiunto per pazienti legati a precisione, personalizzazione e maggior attenzione non solo alla cura ,ma al care a 360°.
In particolare, per dare un avvio più strutturato, occorre cambiare paradigma e punto di vista, contaminandosi con logiche tipiche di altri settori più consumer, che mettono il paziente e non la soluzione/la procedura al centro della strategia.


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