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Sedentarietà /inattività fisica e diabete: quali barriere e come rimuoverle

La forte associazione tra sedentarietà/inattività fisica e rischio di sviluppare il diabete tipo 2 da un lato, e l’aumento di morbilità e mortalità cardiovascolare nei soggetti diabetici, ci impone a trovare strategie per modificare permanentemente lo stile di vita.

S. Balducci - Dipartimento di Medicina clinica e molecolare, “La Sapienza” Università Roma, Unità per il Diabete, Ospedale Sant’Andrea, Roma

GIDM e diabete


09 dicembre 2019

Sedentarietà /inattività fisica e diabete: quali barriere e come rimuoverle

La sedentarietà e l’inattività fisica producono effetti negativi sulla salute attraverso meccanismi diversi e, di conseguenza, che la prima, al pari della seconda è indipendentemente da essa, va considerata un comportamento da correggere ai fini della prevenzione e del trattamento del diabete tipo 2. I motivi di questa “epidemia” di sedentarietà e inattività fisica vanno ricercati nell’esistenza di molteplici barriere, interne ed esterne, che si frappongono a un cambiamento permanente dello stile di vita che si traduca nella pratica regolare dell’attività fisica/esercizio fisico e nella riduzione del tempo sedentario.
È imperativo quindi conoscere le barriere che si frappongono all’adozione di stili di vita più attivi e meno sedentari e individuare le strategie da mettere in atto al fine rimuovere queste barriere, a livello individuale e collettivo. Gli approcci proposti sono stati disegnati per essere applicati ai singoli individui o a gruppi, solitamente già con malattia diabetica o ad alto rischio di svilupparla, quali i soggetti intolleranti ai carboidrati (IFG, IGT), oppure alla collettività, soprattutto nei contesti urbani, e quindi mirate prevalentemente alla popolazione generale.


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