Secondo i risultati di una metanalisi pubblicata sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, c’è un’associazione tra il colesterolo nella dieta e l’incidenza del diabete Tipo 2.

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Studi epidemiologici e clinici suggeriscono che la terapia nutrizionale, l'attività fisica e il trattamento medico sono tre componenti chiave della gestione del diabete Tipo 2. I dati del Global Burden of Disease Study, condotto in 188 paesi, hanno mostrato che il rischio alimentare è la principale causa di mortalità e morbilità a livello globale. Pertanto, la terapia nutrizionale è di fondamentale importanza per la prevenzione del diabete. Il colesterolo è un componente lipidico molto comune nella nostra dieta quotidiana, contenuto in diversi alimenti, come carne rossa, tuorlo d’uovo, burro e olio. Studi sperimentali hanno indicato che un livello elevato di colesterolo compromette la funzione delle cellule beta pancreatiche e di conseguenze il metabolismo glicemico.

La metanalisi ha incluso 11 studi prospettici con dati provenienti da un totale di 355.000 persone con diabete Tipo 2. Il più alto consumo di colesterolo nella dieta è stato associato a un maggior rischio di sviluppare il diabete tipo 2 rispetto al consumo più basso (RR = 1,15, P = 0,012). Infatti, i Paesi occidentali (RR = 1,19), a più alto consumo di colesterolo, presentano un valore di rischio maggiore rispetto a quelli orientali (RR = 1,34). . L’associazione tra colesterolo e Diabete Tipo 2 non è influenzata da età, sesso, periodo di follow-up, qualità dello studio, definizione dei risultati e valutazione dell'esposizione.

Il meccanismo alla base dell’associazione non è chiaramente definito. Alcune ricerche hanno riportato che un elevato accumulo di colesterolo nelle isole pancreatiche potrebbe compromettere la funzione delle cellule beta, secondo altri studi può alterare la secrezione di insulina, aumentare l'adiposità, ridurre la massa muscolare scheletrica e provocare infiammazione sistemica, aumentando così il rischio di diabete Tipo 2. I risultati consigliano, quindi, un basso apporto di colesterolo nella dieta, in particolare per i soggetti più a rischio.

FONTE: Li, Y., Pei, H., Zhou, C., & Lou, Y. (2023). Dietary cholesterol consumption and incidence of type 2 diabetes mellitus: A dose–response meta-analysis of prospective cohort studies. Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, 33(1), 2-10.

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